venerdì 11 novembre 2011

Pensieri in arte

Oggi prende il via la nuova edizione di pensieri in arte, alla quale ho partecipato con un'opera che di sicuro potrete vedere qui sul blog una volta terminata la mostra. Ringrazio per l'invito i due principali promotori e organizzatori della manifestazione: l'amica pittrice Martina Donati, artista di spirito e di talento, e lo scrittore Massimiliano Coccia, del quale ho letto alcune splendide poesie (e spero di avere occasione di leggerne altre).
Ora, aldilà del piacere di prendere parte ad una così interessante manifestazione, volevo soffermarmi sul fatto che raramente mi è capitato di avere a che fare con persone al contempo così capaci ed entusiaste, così cariche di voglia di fare e di amore per l'arte. Una dimostrazione in più, se mai ce ne fosse stato bisogno, che quando si da spazio ai "giovani", o meglio, quando i giovani si riprendono lo spazio che gli appartiene di diritto, sono portatori di un messaggio così potente e dirompente che non può che risuonare forte e lontano.
Potrei quindi sembrare di parte se dico che vale la pena venire a vedere cosa hanno da dire i 23 artisti partecipanti alla mostra, ma ve lo assicuro, è da non perdere!

venerdì 14 ottobre 2011

Tutti possono fare arte...

Anche il mio gatto!

video

Scherzi a parte, c'è chi dice che per imparare a disegnare o a dipingere occorra "essere portati", "avere talento"... Ebbene, non sono d'accordo. Tutti possono imparare a disegnare e a farlo bene, magari non tutti possono essere Leonardo o Rubens, ma TUTTI possono imparare!
So che qualcuno potrebbe non condividere questa opinione, va bene, avremo modo di riparlarne, comunque, per chi volesse provare la verità di questa affermazione (ed imparare a disegnare bene, n.d.a.), consiglio di leggere un famoso bestseller dell'autrice americana Betty Edwards: "Disegnare con la parte destra del cervello". Rimarrete sorpresi.

martedì 6 settembre 2011

Live painting

A grande richiesta, ecco le foto del live painting del 28/08/2011, realizzato per il comune di Tagliacozzo (AQ). L'opera, 1,5m X 2,00m, la più grande che abbia mai realizzato, è stata completata in un tempo effettivo di 3 ore ed è ora esposta negli spazi del comune. Per chi fosse interessato, la trovate negli uffici dedicati agli assessorati.








giovedì 1 settembre 2011

La valigia dei sogni


Esistono oggetti affascinanti...
Esistono oggetti che si caricano di significati, che assorbono le emozioni di coloro che li hanno portati, usati o semplicemente posseduti, per poi riverberarle attraverso lo spazio e il tempo.
La rappresentazione di questi oggetti, offre quindi lo spunto per una ricerca più profonda, che si pone aldilà del reale, in un mondo quasi iperuranio ma dalla dinamica opposta al mito della caverna di Platone.
Se nel mito platonico gli uomini basano la loro rappresentazione della realtà sulle ombre degli oggetti reali, gli oggetti della mia rappresentazione prendono a prestito la loro realtà e la propria realizzazione dalle emozioni e dalla vita degli uomini che sono, loro sì, capaci di proiettare, oltre se stessi, le ombre del loro passaggio e della loro esistenza.  

lunedì 18 luglio 2011

Angelo guerriero



Capita a volte di prendere delle commissioni. Capita che queste commissioni diventino il punto di partenza per lo sviluppo di un tema. 
Una commissione è stato il motivo per lavorare sul tema sacro... Angeli in particolare. Così è nato quest'angelo guerriero e severo, non attinente ai desideri del mio committente, ma espressione del mio universo immaginario e della mia spiritualità.
Poi, solo dopo, ho fatto ciò che mi era stato chiesto.







venerdì 8 luglio 2011

Uomini e dei


Lilith 100X40


Una vecchia leggenda Indù racconta che vi fu un tempo in cui tutti gli uomini erano dei. 
Essi però abusarono talmente della loro divinità, che Brahma, Signore degli dei, decise di privarli del potere divino e di nasconderlo in modo che fosse impossibile ritrovarlo. Gli dei minori furono riuniti a consiglio per risolvere questo dilemma. Il dialogo tra gli dei e Brahma si svolse più o meno così:

- Sotterriamo la divinità dell'uomo nella terra. 

- No, non basta perchè l'uomo scaverà e la ritroverà.


-In tal caso, gettiamo la divinità nel più profondo degli oceani".  - No, perchè prima o poi l'uomo esplorerà le cavità di tutti gli oceani e sicuramente un giorno la ritroverà e la riporterà in superficie. - Non sappiamo dove nasconderla, perchè non sembra esistere sulla terra o in mare luogo alcuno che l'uomo non possa una volta raggiungere.E fu così che Brahma disse: 
- Ecco ciò che faremo della divinità dell'uomo. La nasconderemo nel suo io più profondo e segreto, perchè è il solo posto, dove non gli verrà mai in mente di cercarla". 

Ora, la leggenda è bellissima, tuttavia, dal mio punto di vista andrebbe ribaltata, ovvero, non è forse piuttosto l'uomo che ha nascosto la propria umanità dentro gli dei? Non si trova forse in quasi ogni religione il dio che si fa uomo per restituire all'umanità ciò di cui, da sola, si è spogliata?
Come uno specchio le divinità dell'uomo rappresentano ogni aspetto della sua vita e del suo essere profondo, ne chiariscono i significati e si propongono come modelli. Le figure mitologiche (non quelle sacre purtroppo, che hanno in gran parte perso questo carattere "riflettente") sono ancor oggi talmente cariche di significati da richiamare alla mente con un'efficacia imparagonabile concetti e sensazioni difficilissimi da descrivere e ancor più da far emergere.
Dal mio punto di vista, allora, la vera rappresentazione dell'uomo non può che transitare per il divino, deve cioè attraversare quelle figure che dell'umana natura sono si espressione parziale, ma anche culturale e stratificata dai secoli. 

lunedì 20 giugno 2011

Alchimia


La superficie pittorica è un laboratorio, il luogo dove sperimentare e ricercare, dove colori e materiali si fondono per creare sensazioni ed emozioni.

martedì 14 giugno 2011

La danza del gabbiano


Molti di coloro che mi seguono, sanno che di recente ho subito un'improvvisa perdita... Forse non dovrei parlarne qui e infatti non ne parlo. Comunque sia, mio padre amava profondamente il mare e gli animali: è sicuramente da lui che ho preso la passione per la natura e lo sguardo meravigliato e curioso di cui ogni artista ha bisogno. 
Questo quadro gli appartiene nello spirito: un grazie per ogni momento passato insieme.
Buon viaggio, Papà!

venerdì 20 maggio 2011

Mustang


Accade che a volte, la rappresentazione della realtà che conserviamo nel ricordo, non coincida con un immagine "oggettiva" (della presunta oggettività del reale potremmo discutere per ore), ma sia piuttosto un immagine mediata dalla nostra incapacità di immagazzinare dettagli sulle cose, da quella strategia evolutiva che la psicologia cognitiva e la teoria dei sistemi chiamano "riduzione della complessità".
Succede così che una rappresentazione astratta e simbolica risulti all'occhio di chi guarda più vera del vero. Quest'opera, ispirata alle saghe western e ai miti contemporanei della frontiera americana è un tentativo, più o meno riuscito, lo decida lo spettatore, di suggerire più che di spiegare e di evocare più che raccontare. Di tutto il mio percorso è forse l'approccio più genuinamente autentico e quello che, credo, dovrei perseguire...

giovedì 19 maggio 2011

Le Streghe

Ciò che guida la mia arte è la sensazione, non l'immagine... Spesso, esplorando il mondo intorno a noi, siamo colpiti da immagini di straordinaria bellezza. Tuttavia la nostra esperienza non è limitata alla vista, ciò che vediamo è strettamente connesso a ciò che sentiamo, gustiamo, tocchiamo, nonché al nostro stato d'animo. Ho constatato quindi, essendo la mia una pittura "chiusa", che non si confronta quasi mai in maniera diretta con ciò che rappresento, che le mie opere migliori derivano dalla ricerca di una sensazione, non di un'immagine.
Cerco di chiarire:
le nostre esperienze di vita lasciano dentro di noi una traccia, un'impressione fatta di ricordi collegati a tutti i nostri sensi, esterni e interni. Quando raggiungo quella traccia, quando riesco a recuperare quel ricordo, a riviverlo nel pensiero, lì nasce la mia opera, la traduzione fisica, da quel momento in poi, è solo artigianato. 

martedì 17 maggio 2011

Sirena


Finita la personale a Pratola Peligna, che ha causato la mia prolungata assenza da queste pagine, comincio la pubblicazione delle opere che vi hanno preso parte e, in particolare, inizio con l'opera che ha riscosso il maggior successo.
Qualcuno ha notato che i miei quadri sono spesso ispirati o si rifanno esplicitamente ai miti dell'antichità classica o ad altre mitologie pagane... Vero.
Tuttavia vorrei sottolineare che i miei quadri non hanno un soggetto mitologico, ma che sono piuttosto "mitocentrici".
Mi spiego meglio.
Ritengo che l'uomo costruisca il mito sulla base dell'emozione e che quindi il mito racchiuda in se una serie di immagini e sensazioni potenti, che hanno più a che fare con l'essenza dell'essere umano che con il racconto mitologico, inteso come allegoria o spiegazione di eventi naturali.
Il mio intento principale, come creatore di immagini (o subcreatore, se vogliamo, cioè interprete di una realtà creata) è quello di recuperare proprio quella realtà magica, collegamento tra realtà e inconscio, della quale l'uomo moderno sembra aver perso cognizione. 

lunedì 25 aprile 2011

In Mostra "Opere Recenti" dal 30 aprile al 15 maggio


Devo dire che l'organizzazione di una mostra personale richiede uno sforzo notevole, soprattutto per chi, come me, dispone di risorse a dir poco limitate e deve cercare ove possibile di adottare soluzioni economiche. 

Fortunatamente qualche sponsor  e alcuni sostenitori mi hanno dato una mano e così la mostra è finalmente pronta (o quasi...).

Non mi dilungo oltre, perchè in questo periodo il tempo è tiranno, comunque, per chi volesse sapere qualcosa di più, potete scaricare qui il depliant informativo.

Dal 30 aprile al 15 maggio vi aspetto quindi a Pratola Peligna negli spazi espositivi di Palazzo Santoro Colella, già teatro di esposizioni ben più importanti della mia.

mercoledì 13 aprile 2011

XIII Settimana della cultura, un'opportunità da non perdere!

Il 9 aprile si è aperta la tredicesima settimana della cultura: restano quattro giorni per approfittarne al meglio.
Pur non essendo un critico, ho deciso di proporvi un itinerario un po' fuori dagli schemi classici, all'interno della "Città Eterna", che per quanto mi riguarda, se non altro per collocazione geografica, rappresenta una meta d'elezione. 
L'itinerario dura circa una giornata, ed è quindi alla portata di tutti e di tutte le tasche: il mio consiglio è di effettuarlo tutto attraverso mezzi pubblici, che a parte l'economicità, vi eviteranno inutili stress dovuti al traffico e alla viabilità.

Qualunque sia il punto d'arrivo, la prima tappa dovrebbe essere la Galleria Borghese (Dalla fermata metro Policlinico o dalla Prenestina prendete il tram n°19 e scendete nei pressi dell'ingresso del bioparco, da lì in 5 minuti a piedi siete al museo):


Indirizzo: Piazzale Scipione Borghese

Telefono: 068413979

Qui cominceremo il nostro percorso con una serie di opere che vanno dal XV al XVIII secolo, compresi alcuni capolavori di Antonello da Messina, Giovanni Bellini, Raffaello, Tiziano, Correggio, Caravaggio e splendide sculture di Gian Lorenzo Bernini e del Canova. In particolare, vi segnalo perché imperdibili: La statua di Paolina borghese (Canova), Davide con la testa di Golia (Caravaggio), La Pietà (Rubens) e la Predica di Sant'Antonio ai pesci (Paolo Veronese).

Dalla Galleria Borghese, sempre a piedi o con un taxi (se non avete voglia di camminare 20 minuti) scendete lungo il viale del giardino zoologico e arrivate alla  Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea:


Indirizzo: Viale delle Belle Arti, 131

Telefono: 06 322981 06 32298221

Ci troverete un'esposizione dei preraffaelliti e una degli artisti inglesi di età vittoriana che consideravano l'italia la culla delle arti... Non sono interessanti a paragone della mostra curata da Massimo Mininni: Attraverso le collezioni della G.N.A.M. Nella quale potrete ammirare opere che solitamente non è possibile vedere di alcuni dei più grandi artisti del 900, tra gli altri: Afro, Burri, Capogrossi, Consagra, Fontana, Gnoli, Guerrini, Leoncillo, Manzoni e Novelli.

Fatto questo passaggio, siete pronti ad andare ancora oltre... Prendete l'autobus o il tram (uno qualsiasi di quelli che vanno a piazzale flaminio) scendete prima di arrivare al piazzale e entrate nel Museo Hendrik Christian Andersen


Indirizzo: Via P. S. Mancini

Telefono: 06 3219089 06,3219089 – 06.32298302

Qui troverete la mostra di Mikhail Koulakov: La spiritualità del segno. La mostra presenta opere che vanno dal 1960 al 2010... Un vero viaggio nella storia di un'artista che più contemporaneo non si può.

Infine, possiamo ritornare al classico, con occhi rinnovati e pronti, possiamo andare ad esplorare un museo poco noto, che però ospita alcuni veri capolavori: La Galleria Spada. Raggiungete il lungotevere e scendete fino al lungotevere dei Tebaldi (meglio prendere un autobus o affidarsi alla metro, in quel caso scendete a Largo argentina) la galleria si trova alle spalle di piazza Campo dei Fiori.


Indirizzo: Piazza Capo di Ferro, 13

Telefono: 06 6861158

In particolare non perdete il "Compianto sul Cristo Morto" di Orazio Borgianni e il "Paesaggio con mulini a vento" di Bruegel il Vecchio.

A questo punto il giro può considerarsi concluso, tornatevene a casa e cominciate ad esprimere commenti...

  

lunedì 4 aprile 2011

"Savana" studio su tela 40X60 Acrilico e marker


Ma che fine fanno le idee scartate? Un'idea che non trova la sua espressione è perduta per sempre? Oppure esiste una sorta di riciclaggio o perlomeno di riutilizzo del materiale pensato?
A volte percorriamo delle idee credendo che siano un punto d'arrivo, la fine della ricerca, l'intuizione tanto attesa.

Poi si ricapitola e si scopre che si trattava solo di un passaggio obbligato, che bisogna tornare indietro armati di quella nuova esperienza e rivedere tutto; tuttavia le strade nuove servono, aiutano a capire e a capirsi, forniscono risposte e suggeriscono nuove domande.

Questo quadro è nato così,  è il primo di una serie di studi "pittografici" che in qualche modo conducono al mio stile attuale, ma si tratta anche di una strada interrotta, di materiale da riciclare o forse da abbandonare nella discarica dell'esperienza passata.

Il bello di un percorso sconosciuto come quello dell'arte è proprio questo: si incontrano stimoli e sensazioni inattese e si può sperimentare, perché tanto tornare indietro è sempre possibile, si può abbandonare la strada maestra ed inoltrarsi per sentieri affascinanti e poco frequentati attraverso i quali, forse, si può arrivare a radure incontaminate dove sedersi, incantati, a parlare con se stessi.

venerdì 1 aprile 2011

Don Quijote de la Mancha 70X100 Acrilico su tela


 Jackson Pollok, indiscusso maestro dell'espressionismo astratto ed inventore del dripping e dell'action painting, diceva che un buon artista dipinge (esprime, se si parla di altre arti) sempre e solo se stesso. 


Probabile che sia vero. 
E' difficile dipingere bene qualcosa che non sia profondamente collegato al nostro sentire ed al nostro vivere quotidiano: sentimenti, immagini ed esperienze ci influenzano più di quanto riusciamo a renderci conto, per cui nel momento in cui esprimiamo noi stessi, soprattutto in un atto intensamente personale come la creazione artistica, il nostro io prende facilmente il sopravvento e si palesa in modi imprevisti.


Non sono stato io a decidere di dipingere Don Quijote, è stato lui a venire da me, così, inaspettatamente, come un lampo improvviso, mentre mi sedevo al mio solito posto, sulla tela bianca è apparso lui... io ho solo messo il colore, tutto in una volta.

Del resto, sarà che in questo periodo anche io mi sento un po' Don Quijote, e credo di essere in buona compagnia. 
A buon intenditore...
   

R.S.U. 40X40 Acrilico e Bitume


Passeggiando tra macerie ed erbacce non si sa mai cosa puoi trovare: potresti beccarti il tetano, oppure imbatterti in una meravigliosa "natura morta postindustriale".
Così mentre mi faccio strada tra zoccole e rottami, saltano fuori questi bidoni, arrugginiti, abbandonati, stanchi.

Mi siedo, li disegno, e mentre li disegno mi accorgo che l'essere rifiuto è una qualità non solo non essenziale, ma ormai perduta da quegli oggetti che si sono da soli  "riqualificati" come parte del paesaggio.

Il concetto di rifiuto, immondizia e scarto, è dunque un concetto del tutto posticcio, un'altra di quelle etichette che attacchiamo alle cose e che ci impediscono di vederle veramente, nella loro realtà magica di oggettiva unicità.
La categoria appartiene al mondo della scienza, non a quello dell'arte, essa riassume e priva l'osservatore di ogni interesse contingente: Una sardina non è un generico pesce, non è uguale ad uno sgombro né a un tonno, così come un passero è diverso da una gallina e da un gufo, non è solo un uccello.

Risvegliare questo interesse per il contingente è a mio parere uno dei compiti dell'artista moderno, rimettere l'animo in contatto con la meraviglia di fronte a ciò, che pur essendo noto e quotidiano, è sempre mutevole ed affascinante nella sua unicità.  

domenica 27 marzo 2011

Miraggi 50X70 Acrilico e bitume su tela


Che cosa determina l'ispirazione? Cosa porta alla luce le suggestioni che esprimiamo con l'arte? Non parlo solo di pittura, ma di qualsiasi forma d'arte, dalla scrittura all'architettura, dalla grafica alla land art...
E' una domanda che mi faccio spesso, ogni qualvolta mi trovo davanti alla tela ancora bianca, ogni volta che un nuovo lavoro nasce spontaneo e anche quando per giorni mi trovo ad esaminare insoddisfatto un'idea fino all'abbandono.
L'attimo creativo è lì, dietro la porta dell'io cosciente, il problema è che quando cerchi di afferrarlo guizza, sfugge, si eclissa, diventa impalpabile, fatto di fumo. Eppure c'era! Era lì, a portata di mano, fossi stato solo un po' più veloce... E così quell'episodio prezioso, quell'epifania meravigliosa scompare e bisogna aspettare che se ne presenti un'altra, quando magari il nostro io è più predisposto a cogliere e a tradurre i suggerimenti dell'inconscio.
Ma poniamo che una volta su tre si riesca ad afferrare l'istante stupefacente della rivelazione, basterebbe moltiplicare gli istanti di ispirazione, così non sarebbe poi così drammatico se qualcuno sfugge, e si potrebbe stare tranquilli ad aspettare il successivo...
E quindi si torna alla domanda iniziale: cosa determina l'ispirazione?
Forse hanno ragione gli americani quando dicono che "Inspiration means Traspiration", ovverosia che l'ispirazione deriva dal duro lavoro, ma allora basta lavorare sodo, o è necessario anche qualcos'altro, come ad esempio il nutrimento culturale?
La domanda resta lì, probabilmente da secoli, ma io la rilancio, hai visto mai...

martedì 22 marzo 2011

Impersistenza della memoria 80X60 bitume smalto e solventi su faesite

Alla fine della strada non resta niente, anche la memoria svanisce. Solo i ricordi intensi quelli densi di emozioni hanno una possibilità di sopravvivenza, quelli che si stampano nell'anima come marchi incandescenti... Il resto si scioglie nel vuoto della non esistenza.

Inoltrarsi nel territorio dell'informale abbandonando del tutto la forma riconoscibile ed il significante oggettivo comporta il rischio di smarrire il senso tradizionale dell'arte... Se l'arte è comunicazione e dialogo tra artista e spettatore, l'informale è l'arte di comunicare l'incomunicabile, è un dialogo più profondo, che avviene a livello più istintivo, travalicando il semplice vedere per trasferirsi sul piano di un'esperienza emotiva.

Laddove, quindi, l'esperienza artistica si potenzia e si esalta attraverso nuovi orizzonti e nuove sensazioni, essere spettatore dell'informale diventa un processo culturale più difficile ma altresì più consapevole. Di fronte all'opera informale non si può restare indifferenti: o piace intensamente o non piace affatto.  Non si resta soggetti passivi  che ricevono un messaggio: o si elabora un dialogo con l'opera e l'artista, oppure si passa oltre perchè "non c'è niente da vedere".

martedì 15 marzo 2011

"La Sedia" 30X60 Acrilico e bitume su tavola

Dei sei quadri dell’abbandono, questo probabilmente è quello che ha richiesto più studio e più tempo: penso di averci lavorato almeno una ventina di ore, oltre alla preparazione con il bitume.

Non saprei dire se sono soddisfatto, ma di sicuro, dopo averlo completato, mi sono sentito svuotato, il che è una buona cosa, credo…

A me personalmente questa sensazione, del sentirsi svuotati intendo, dice che su quel determinato soggetto ho dato tutto quello che potevo almeno temporaneamente. A quel punto, soddisfatto o no devo passare ad altro, perché per qualche tempo non sarò comunque in grado di migliorare il mio lavoro.

Credo sia davvero uno degli aspetti più interessanti del lavoro da artista, perché a un certo punto devi dire: ecco, potevo arrivare fino a qui, non sono ancora pronto ad andare oltre… Ed è proprio lì che si comincia a migliorare.

lunedì 14 marzo 2011

"Abbandonati": esplorazioni artistiche di luoghi e sentimenti


Il giorno 11/03/2011 è partita la mia prima mostra impegnata...

Non ero solo, perché il progetto, che prevedeva l'esplorazione dei luoghi e delle sensazioni dell'abbandono, è stato portato avanti con il bravissimo Gianfranco Fortuna le cui foto potete trovare qui.

Da parte mia sono contento, considerato il contesto e le finalità sociali che ci eravamo proposti e visto anche che nei primi tre giorni di apertura abbiamo ricevuto circa 150 visitatori: un bel risultato.

La mostra rimarrà aperta fino a giovedì 17 marzo compreso, quindi se qualcuno fosse curioso, c'è ancora tempo per visitarla.

Nel prossimo mese, vedrò di pubblicare un po' alla volta le foto dei  sei quadri in mostra, in modo che possiate fare commenti, esprimere giudizi, lanciarvi in lodi sperticate o critiche feroci, in ogni caso saranno gradite.