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mercoledì 1 maggio 2013

Rumori di fondo

Al via un evento di soli due giorni per presentare il mio lavoro:
il 4 e 5 maggio sarò a Roma, in via Cagliari 42 (di fronte al MACRO), in una mostra che indaga il rapporto tra segnale digitale e decodificazione analogica per il progetto "Openspace Gallery".
Se verrete a trovarmi avremo modo di conoscerci e di fare quattro chiacchiere su arte e dintorni...
Vi aspetto.

Vernissage: sabato 4 maggio ore 17:00
Orari: sabato 17:00 - 24:00, domenica 10:00 - 13:00 e 15:00 - 20:00

Qui trovate la locandina





martedì 2 aprile 2013

Natura naturans - Natura naturata

Madonna della rosa (70x40 collage e bitume su tela)
Per più di 4000 anni l'arte ha imitato la natura nella sua forma, del resto l'uomo è natura e sotto i suoi sensi sta la Natura. Persino l'arte astratta e informale, nel suo liberarsi dalla forma naturale, ricostruisce una Natura idealizzata e sublimata attraverso la sensibilità umana; ma l'imitazione della natura è limitata alla forma?
Mi spiego meglio: nell'osservazione dell'oggetto naturale, sia esso un paesaggio, una natura morta o una figura, ciò che colpisce "artisticamente" è la forma? 
Qualcuno, acuto ed attento, potrebbe a questo punto obiettare: "dipende da cosa si intende per forma!"...  Giusto, ma poniamo che per forma si intenda tutto ciò che rientra nella "rappresentazione". C'è qualcosa che va oltre, che non appartiene alla forma, ma alla Natura, e che dovrebbe essere considerato?
Secondo me la risposta è si e questo qualcosa è il "Processo".
Nel mio modo di vedere, la natura produce sul reale un effetto di armonizzazione e de-individualizzazione che  costituisce un elemento caratterizzante quanto e più della forma.
Gli oggetti, lasciati a se stessi, si disfano del proprio essere cosa in se per diventare tutt'uno con l'ambiente e quindi emergono trasformati in elementi costitutivi di una realtà unica di livello superiore.
L'obiettivo dell'arte, di solito, è quello di cogliere questa realtà superiore e di renderla immediatamente percepibile. 
Il mio obiettivo, come artista, è invece cogliere il processo mediante il quale ciò avviene e renderlo evidente.

martedì 18 dicembre 2012

Amerika


Ecco qua, quattro mesi di silenzio. Mi piacerebbe dire che sono stato impegnato in altre e più importanti faccende, ma... No. La verità, quella che mi procura un certo fastidio, è che non avevo nulla da dire. Anzi, di cose da dire ne avevo, ma di quelle che poi, quando le hai dette, pensi che forse era meglio starsene zitti. 
Ora, il problema con la pittura è proprio questo: ti svuota.
Un quadro dice un sacco di cose, davvero tante, tutte insieme e tutte molto personali. Si è costretti inoltre ad un rapporto così intimo con il proprio essere profondo che quando si riemerge, quando si torna indietro, occorre fare un serio sforzo per riguadagnare una visione delle cose meno olistica.
Nel frattempo, si passa per una serie di condizioni che vanno dall'intuizione all'insoddisfazione, passando attraverso: stress, rabbia, frustrazione, accanimento, sfinimento e in ultimo realizzazione, il tutto condito da sprazzi di euforia e interesse maniacale. Questa inevitabile catarsi lascia una specie di vuoto, consuma letteralmente le risorse emotive e obbliga a cercarne di nuove.
Detto questo, chiudo, con una riflessione nata scrivendo questo post: la maggior parte delle persone si sforza di far si che il mondo li comprenda, sono pochi quelli che, invece, si sforzano di comprendere il mondo.
Alla prossima.