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martedì 18 dicembre 2012

Amerika


Ecco qua, quattro mesi di silenzio. Mi piacerebbe dire che sono stato impegnato in altre e più importanti faccende, ma... No. La verità, quella che mi procura un certo fastidio, è che non avevo nulla da dire. Anzi, di cose da dire ne avevo, ma di quelle che poi, quando le hai dette, pensi che forse era meglio starsene zitti. 
Ora, il problema con la pittura è proprio questo: ti svuota.
Un quadro dice un sacco di cose, davvero tante, tutte insieme e tutte molto personali. Si è costretti inoltre ad un rapporto così intimo con il proprio essere profondo che quando si riemerge, quando si torna indietro, occorre fare un serio sforzo per riguadagnare una visione delle cose meno olistica.
Nel frattempo, si passa per una serie di condizioni che vanno dall'intuizione all'insoddisfazione, passando attraverso: stress, rabbia, frustrazione, accanimento, sfinimento e in ultimo realizzazione, il tutto condito da sprazzi di euforia e interesse maniacale. Questa inevitabile catarsi lascia una specie di vuoto, consuma letteralmente le risorse emotive e obbliga a cercarne di nuove.
Detto questo, chiudo, con una riflessione nata scrivendo questo post: la maggior parte delle persone si sforza di far si che il mondo li comprenda, sono pochi quelli che, invece, si sforzano di comprendere il mondo.
Alla prossima.

mercoledì 13 giugno 2012

Elementi

Elementi 150x150

In questi giorni si è aperta la possibilità di una collaborazione con un'azienda impegnata nella commercializzazione di oggetti e arredi artistici e di design. Ringraziando la Goods and Crafts che ha deciso di fare una scelta di campo, coinvolgendo nella sua offerta commerciale arte e creatività, ne approfitto per ricordarmi che l'opera d'arte non dovrebbe stare nei musei né dovrebbe essere legata ad un concetto di cultura tanto astratto quanto noioso. Le cose che funzionano, che colpiscono, che fanno davvero fare un salto verso un altro modo di vedere e di pensare, difficilmente vengono dalla testa di un'artista: più spesso vengono da un posto posizionato molto più in basso...
Potremmo anche dire che, la cultura, quella vera, quella che cambia il nostro modo di pensare, almeno in campo artistico, non passa da una mente all'altra, ma prende un'altra via che è più istintiva, viscerale e sensuale. E' questo, credo, il motivo per cui l'arte, quella vera, non può essere spiegata ma solo vissuta: ha poco a che fare con il cervello ed il ragionamento.
Alla prossima.

sabato 21 aprile 2012

Il Bagatto

Il Bagatto 100X120
L'arte guarda sempre l'uomo, anche per evitare di guardarlo.
 In quanto opera dell'uomo per l'uomo, la rappresentazione artistica ha come suo unico oggetto la rappresentazione dell'uomo stesso. Questo non vuol dire che il soggetto dell'artista sia sempre l'uomo, ma che la rappresentazione dell'uomo è dietro ogni soggetto: anche del più naturalistico, astratto o informale.
L'artista rappresenta se stesso attraverso la propria visione del mondo e forma con l'oggetto osservato un unico e indivisibile sistema. Di conseguenza, lo stesso oggetto dell'osservazione viene modificato dall'osservazione e si trasforma in relazione all'atto della sua rappresentazione.
Dunque, laddove l'arte non guardi l'uomo, è proprio lì che lo trova, perchè l'osservatore si trasfigura nell'oggetto trasferendo ad esso la propria individualità, il proprio essere.

martedì 6 settembre 2011

Live painting

A grande richiesta, ecco le foto del live painting del 28/08/2011, realizzato per il comune di Tagliacozzo (AQ). L'opera, 1,5m X 2,00m, la più grande che abbia mai realizzato, è stata completata in un tempo effettivo di 3 ore ed è ora esposta negli spazi del comune. Per chi fosse interessato, la trovate negli uffici dedicati agli assessorati.








martedì 22 marzo 2011

Impersistenza della memoria 80X60 bitume smalto e solventi su faesite

Alla fine della strada non resta niente, anche la memoria svanisce. Solo i ricordi intensi quelli densi di emozioni hanno una possibilità di sopravvivenza, quelli che si stampano nell'anima come marchi incandescenti... Il resto si scioglie nel vuoto della non esistenza.

Inoltrarsi nel territorio dell'informale abbandonando del tutto la forma riconoscibile ed il significante oggettivo comporta il rischio di smarrire il senso tradizionale dell'arte... Se l'arte è comunicazione e dialogo tra artista e spettatore, l'informale è l'arte di comunicare l'incomunicabile, è un dialogo più profondo, che avviene a livello più istintivo, travalicando il semplice vedere per trasferirsi sul piano di un'esperienza emotiva.

Laddove, quindi, l'esperienza artistica si potenzia e si esalta attraverso nuovi orizzonti e nuove sensazioni, essere spettatore dell'informale diventa un processo culturale più difficile ma altresì più consapevole. Di fronte all'opera informale non si può restare indifferenti: o piace intensamente o non piace affatto.  Non si resta soggetti passivi  che ricevono un messaggio: o si elabora un dialogo con l'opera e l'artista, oppure si passa oltre perchè "non c'è niente da vedere".