Visualizzazione post con etichetta tela. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tela. Mostra tutti i post

martedì 2 aprile 2013

Natura naturans - Natura naturata

Madonna della rosa (70x40 collage e bitume su tela)
Per più di 4000 anni l'arte ha imitato la natura nella sua forma, del resto l'uomo è natura e sotto i suoi sensi sta la Natura. Persino l'arte astratta e informale, nel suo liberarsi dalla forma naturale, ricostruisce una Natura idealizzata e sublimata attraverso la sensibilità umana; ma l'imitazione della natura è limitata alla forma?
Mi spiego meglio: nell'osservazione dell'oggetto naturale, sia esso un paesaggio, una natura morta o una figura, ciò che colpisce "artisticamente" è la forma? 
Qualcuno, acuto ed attento, potrebbe a questo punto obiettare: "dipende da cosa si intende per forma!"...  Giusto, ma poniamo che per forma si intenda tutto ciò che rientra nella "rappresentazione". C'è qualcosa che va oltre, che non appartiene alla forma, ma alla Natura, e che dovrebbe essere considerato?
Secondo me la risposta è si e questo qualcosa è il "Processo".
Nel mio modo di vedere, la natura produce sul reale un effetto di armonizzazione e de-individualizzazione che  costituisce un elemento caratterizzante quanto e più della forma.
Gli oggetti, lasciati a se stessi, si disfano del proprio essere cosa in se per diventare tutt'uno con l'ambiente e quindi emergono trasformati in elementi costitutivi di una realtà unica di livello superiore.
L'obiettivo dell'arte, di solito, è quello di cogliere questa realtà superiore e di renderla immediatamente percepibile. 
Il mio obiettivo, come artista, è invece cogliere il processo mediante il quale ciò avviene e renderlo evidente.

martedì 18 dicembre 2012

Amerika


Ecco qua, quattro mesi di silenzio. Mi piacerebbe dire che sono stato impegnato in altre e più importanti faccende, ma... No. La verità, quella che mi procura un certo fastidio, è che non avevo nulla da dire. Anzi, di cose da dire ne avevo, ma di quelle che poi, quando le hai dette, pensi che forse era meglio starsene zitti. 
Ora, il problema con la pittura è proprio questo: ti svuota.
Un quadro dice un sacco di cose, davvero tante, tutte insieme e tutte molto personali. Si è costretti inoltre ad un rapporto così intimo con il proprio essere profondo che quando si riemerge, quando si torna indietro, occorre fare un serio sforzo per riguadagnare una visione delle cose meno olistica.
Nel frattempo, si passa per una serie di condizioni che vanno dall'intuizione all'insoddisfazione, passando attraverso: stress, rabbia, frustrazione, accanimento, sfinimento e in ultimo realizzazione, il tutto condito da sprazzi di euforia e interesse maniacale. Questa inevitabile catarsi lascia una specie di vuoto, consuma letteralmente le risorse emotive e obbliga a cercarne di nuove.
Detto questo, chiudo, con una riflessione nata scrivendo questo post: la maggior parte delle persone si sforza di far si che il mondo li comprenda, sono pochi quelli che, invece, si sforzano di comprendere il mondo.
Alla prossima.

lunedì 16 luglio 2012

FUTUROANTERIORE


100X120 "senza titolo"

Al via la mia nuova mostra...
Dal 20 al 29 luglio, ad Avezzano (AQ) nei locali della Scuola Media C. Corradini, saranno ospitate 30 opere significative e relative alla mia produzione dell'ultimo anno. Troverete in mostra, in uno spazio allestito per rimanere sospeso nel tempo, il mio percorso d'indagine sulla possibilità di dare corpo ad un linguaggio che sia attinente ad una realtà irriconoscibile e frammentaria, per la quale non abbiamo più strumenti validi di interpretazione.
Essere artisti, oggi, significa non rassegnarsi a ripetere modelli precostituiti, non trincerarsi dietro le rassicuranti mura di una definizione stilistica, ma, osservando la realtà, farsene interpreti veraci, senza voler a tutti i costi sorprendere, ma con la ferma intenzione di raccontare.
Ci vediamo lì...

mercoledì 13 giugno 2012

Elementi

Elementi 150x150

In questi giorni si è aperta la possibilità di una collaborazione con un'azienda impegnata nella commercializzazione di oggetti e arredi artistici e di design. Ringraziando la Goods and Crafts che ha deciso di fare una scelta di campo, coinvolgendo nella sua offerta commerciale arte e creatività, ne approfitto per ricordarmi che l'opera d'arte non dovrebbe stare nei musei né dovrebbe essere legata ad un concetto di cultura tanto astratto quanto noioso. Le cose che funzionano, che colpiscono, che fanno davvero fare un salto verso un altro modo di vedere e di pensare, difficilmente vengono dalla testa di un'artista: più spesso vengono da un posto posizionato molto più in basso...
Potremmo anche dire che, la cultura, quella vera, quella che cambia il nostro modo di pensare, almeno in campo artistico, non passa da una mente all'altra, ma prende un'altra via che è più istintiva, viscerale e sensuale. E' questo, credo, il motivo per cui l'arte, quella vera, non può essere spiegata ma solo vissuta: ha poco a che fare con il cervello ed il ragionamento.
Alla prossima.

giovedì 19 aprile 2012

Sic transit gloria mundi



Viviamo un'epoca drammatica, un periodo di cambiamenti epocali, fatto di rivoluzioni silenziose ma radicali: le tracce della nostra storia si cancellano, le ideologie si sgretolano sotto i colpi del dissesto morale o forse solo della metamorfosi sociale. Le sostituiscono nuove idee, nuovi modelli culturali altrettanto fragili ed inadeguati.
Ciò che resta invariante, ciò che collega il passato al futuro è solo l'uomo. Non l'individuo, non l'essere vivente uomo, bestia fra le bestie animata d'istinti tra i più beceri e volgari, ma l'uomo astratto: l'umanità, solo quella permane.
L'umanità è il ponte ideale tra l'oscurità delle caverne primitive e la vastità dell'esplorazione spaziale, tra il passato alle nostre spalle ed il futuro che ci attende: è il presente, il qui ed ora, la sola cosa che esista.
Si declina in miliardi di individui, tutti attraversati dal medesimo anelito esistenziale, tutti mossi da identiche pulsioni, da uguali desideri e l'individuo scompare nell'umanità così come l'umanità si rivela nell'individualità.
Sic manet humana natura.

martedì 17 maggio 2011

Sirena


Finita la personale a Pratola Peligna, che ha causato la mia prolungata assenza da queste pagine, comincio la pubblicazione delle opere che vi hanno preso parte e, in particolare, inizio con l'opera che ha riscosso il maggior successo.
Qualcuno ha notato che i miei quadri sono spesso ispirati o si rifanno esplicitamente ai miti dell'antichità classica o ad altre mitologie pagane... Vero.
Tuttavia vorrei sottolineare che i miei quadri non hanno un soggetto mitologico, ma che sono piuttosto "mitocentrici".
Mi spiego meglio.
Ritengo che l'uomo costruisca il mito sulla base dell'emozione e che quindi il mito racchiuda in se una serie di immagini e sensazioni potenti, che hanno più a che fare con l'essenza dell'essere umano che con il racconto mitologico, inteso come allegoria o spiegazione di eventi naturali.
Il mio intento principale, come creatore di immagini (o subcreatore, se vogliamo, cioè interprete di una realtà creata) è quello di recuperare proprio quella realtà magica, collegamento tra realtà e inconscio, della quale l'uomo moderno sembra aver perso cognizione.