lunedì 18 luglio 2011

Angelo guerriero



Capita a volte di prendere delle commissioni. Capita che queste commissioni diventino il punto di partenza per lo sviluppo di un tema. 
Una commissione è stato il motivo per lavorare sul tema sacro... Angeli in particolare. Così è nato quest'angelo guerriero e severo, non attinente ai desideri del mio committente, ma espressione del mio universo immaginario e della mia spiritualità.
Poi, solo dopo, ho fatto ciò che mi era stato chiesto.







venerdì 8 luglio 2011

Uomini e dei


Lilith 100X40


Una vecchia leggenda Indù racconta che vi fu un tempo in cui tutti gli uomini erano dei. 
Essi però abusarono talmente della loro divinità, che Brahma, Signore degli dei, decise di privarli del potere divino e di nasconderlo in modo che fosse impossibile ritrovarlo. Gli dei minori furono riuniti a consiglio per risolvere questo dilemma. Il dialogo tra gli dei e Brahma si svolse più o meno così:

- Sotterriamo la divinità dell'uomo nella terra. 

- No, non basta perchè l'uomo scaverà e la ritroverà.


-In tal caso, gettiamo la divinità nel più profondo degli oceani".  - No, perchè prima o poi l'uomo esplorerà le cavità di tutti gli oceani e sicuramente un giorno la ritroverà e la riporterà in superficie. - Non sappiamo dove nasconderla, perchè non sembra esistere sulla terra o in mare luogo alcuno che l'uomo non possa una volta raggiungere.E fu così che Brahma disse: 
- Ecco ciò che faremo della divinità dell'uomo. La nasconderemo nel suo io più profondo e segreto, perchè è il solo posto, dove non gli verrà mai in mente di cercarla". 

Ora, la leggenda è bellissima, tuttavia, dal mio punto di vista andrebbe ribaltata, ovvero, non è forse piuttosto l'uomo che ha nascosto la propria umanità dentro gli dei? Non si trova forse in quasi ogni religione il dio che si fa uomo per restituire all'umanità ciò di cui, da sola, si è spogliata?
Come uno specchio le divinità dell'uomo rappresentano ogni aspetto della sua vita e del suo essere profondo, ne chiariscono i significati e si propongono come modelli. Le figure mitologiche (non quelle sacre purtroppo, che hanno in gran parte perso questo carattere "riflettente") sono ancor oggi talmente cariche di significati da richiamare alla mente con un'efficacia imparagonabile concetti e sensazioni difficilissimi da descrivere e ancor più da far emergere.
Dal mio punto di vista, allora, la vera rappresentazione dell'uomo non può che transitare per il divino, deve cioè attraversare quelle figure che dell'umana natura sono si espressione parziale, ma anche culturale e stratificata dai secoli.